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Pensioni ultime notizie decisioni novità Governo Renzi-Sindacati su novità mini pensioni, quota 100, quota 41

Martedì in programma il nuovo confronto tra governo e sindacati: mini pensione, lavoratori che sono occupati sin da giovanissimi e aumenti delle pensioni inferiori i nodi da sciogliere




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:33) Cresce l'attesa sempre di più per Goveno Renzi-Sindacati che nelle ultime notizie e ultimissime pare questa volta confermato. Al centro, esclusivo o quasi, vi sarà il tema delle novità per le pensioni e dopo le prese di posizioni del Governo Renzi delle ultimissime notizie c'è grande curisiotià sulla risposta dei sindicati.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Molteplici sono le aspettative per le novità per le pensioni per la riunione tra Governo Renzi Sindacati per le novità per le pensioni che appare confermata dalle ultime notizie e ultimissime. Il budget sarà una delle novità per le pensioni fondamentali, ma non solo.

Nulla sulla novità per le pensioni di quota ma apertissimi tutti gli altri capitoli della questione previdenziale: ci si prepara al prossimo confronto tra governo Renzi e sindacati nell’attesa di capire, finalmente forse, cosa la maggioranza ha davvero intenzione di fare per modificare le attuali norme pensionistiche, cercando di renderle più morbide soprattutto per quelle categorie di lavoratori che sono stati fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle regole attuali. E stiamo parlando soprattutto di coloro che sono entrati sin da giovanissimi nel mondo occupazionale, e quindi all’età di 14 o 15 anni, e di coloro che svolgono,o hanno svolto, occupazioni faticose e pesanti. Si tratta di questioni che hanno ancora grandi punti di domanda e che, si spera, la maggioranza saprà risolvere, mentre le ultime notizie continuano a concentrarsi su quella mini pensione che, nonostante critiche e commenti negativi da parte di tutti tra forze politiche, forze sociali e cittadini stessi, continua ad essere portata avanti.

La spiegazione sarebbe piuttosto semplice: avendo a disposizione un ridottissimo budget da impiegare per la realizzazione di novità per le pensioni, non potendo approvare quelle novità per le pensioni strutturali come la quota 100, che sarebbe la migliore soluzione pensionistica per tutti, o la quota 41, per permettere a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza oneri e senza obbligo di raggiungere una determinata età anagrafica, l’unica novità per le pensioni fattibile perché sostenibile da un punto di vista finanziario è la mini pensione.

Per la sua attuazione, infatti, servono 500, al massimo 600 milioni di euro, di un complessivo pacchetto di novità per le pensioni di due miliardi di euro, in cui la restante parte sarebbe destinata agli aumenti delle pensioni inferiori, a fronte di una cifra compresa tra i 4 e i 5 miliardi di euro necessari per la quota 41 e di una cifra compresa tra i 7 e i 10 miliardi di euro per la quota 100. Il problema è che la mini pensione come attualmente proposta lascia aperte, come riportano anche le ultime notizie, diverse questioni, come entità di decurtazioni fiscali da calcolare per le categorie di persone più svantaggiate, entità degli interessi dovuti da Stato e pensionato stesso e definizione certa della soglia di reddito al di sotto della quale questi stessi interessi dovranno essere pagati dallo Stato, perplessità su chi dovrà coprire le assicurazioni e, soprattutto, la questione dei quota 41.

Stando alle ultime notizie, si sarebbe pensato di inserire una sorta di quota 41 all’interno della mini pensione, con riconoscimento di contributi figurativi di 3 o 4 mesi per coloro che entrano nel mondo occupazionale ad un’età inferiore ai 16 anni e fino al compimento del 18esimo anno di età per ogni anno di occupazione effettivo, in modo da permettere a questi lavoratori di raggiungere prima la soglia dei 41 anni di contributi. Ma si tratta di un’ipotesi che potrebbe valere solo per coloro svolgono, o hanno svolto, occupazioni faticose. Ciò significa che se un operaio ha iniziato a lavorare 15 anni potrà godere del riconoscimento dei contributi figurativi, ma se un altro lavoratore che non ha svolto occupazioni faticose ha iniziato a lavorare a 14 o 15 anni non potrà godere dello stesso trattamento. La questione dei quota 41 sarà il principale nodo da sciogliere nell’appuntamento di martedì tra governo e sindacati.

Per i sindacati è quasi surreale che ancora non si sia chiusa la questione delle condizioni di forte disagio in cui si sono ritrovati a vivere determinate categorie di lavoratori per un errore creato dalle attuali norme pensionistiche e che il governo avrebbe già dovuto risolvere e l’auspicio è che dopo i confronto di martedì qualcosa di chiaro e definitivo venga finalmente deciso. Un’altra questione sollevata dai sindacati, insieme ai dettagli richiesti sul funzionamento preciso della mini pensione, è quella degli aumento delle pensioni inferiori: la richiesta, infatti, è quella di valutare il budget stanziato per questa misura che così come al momento pensata non servirebbe a nulla, ma sarebbe un’ennesima presa in giro, perché aumentare le pensioni mensili di appena 40 euro circa non significa permettere davvero al pensionato di indigente di migliorare le sue condizioni di vita, né tanto meno sarebbe una misura valida nell’ottica di un rilancio dei consumi, perché nonostante questi pseudo aumenti, comunque i soldi a disposizione dei pensionati che percepiscono trattamenti pensionistici inferiori sarebbero pochi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il